Inserito da: eburum4 | Giovedì 7 Dicembre, 2006

Tour Phare

Sarà il più alto edificio della région parisienne. La Tour Phare, dall’alto dei suoi 300 metri, sorgerà nel quartiere della Défense, accanto all’Arco voluto da Mitterand (l’Arche di Otto von Spreckelsen, 1989) e al palazzo Cnit (di Bernard Zherfuss, 1958), di cui diventerà il campanile monumentale. Il coomittente è il gruppo finanziario Unibail che richiedeva un’architettura “risolutamente in rottura„ e “un modello di sviluppo duraturo„.

Tour PhareLa Tour Phare sarà il contraltare contemporaneo alla Tour Eiffel (alta 324 metri con le antenne), così come l’Arche fa da contraltare all’Arco di Trionfo. Il progetto, che ha vinto il concorso internazionale di architettura su 10 altri selezionati, è dell’architetto californiano Thom Mayne, 62 anni, premio Pritzker – il Nobel dell’architettura – 2005 con lo studio Morphosis, assieme a Jim Stafford. Decostruttivista nello stile californiano tipico di Frank O’Ghery. Fra gli edifici importanti di Morphosis appaiono il palazzo di giustizia di Eugène (Oregon, 2006), la sede della società Caltrans District 7 (Los Angeles, 2004), il collegio Diamond Ranch (Pomona, California, 2000), Design Center de Taïpeh (Taïwan, 1997) ed il giro Sun a Séoul (Corea, 1997).

Tour Phare 2Dal punto di vista visivo, la torre è stata concepita per offrire un’immagine differente da ogni angolo. Sorgerà al di sopra della stazione sotterranea del metrò. Costerà 900 milioni di euro. E sarà pronta nel 2012.

Caratteristica principale dell’edificio sarà la fluidità e la sensualità delle forme nella sua torsione asimmetrica, ma soprattutto il suo spirito “ecologico“: costituirà infatti il primo prototipo di grattacielo “verde” con tanto di generatore eolico; questo è un omaggio a Moholy-Nagy, plasticien dell’avanguardia ungherese del periodo tra le due guerre, ma soprattutto un sistema destinato a raffreddare la costruzione, 130.000 metri quadrati di uffici per ben cinque mesi all’anno.

Sarà inoltre dotato sul lato sud di una sorta di “doppia pelle” mobile con lastre d’acciaio perforate per riparare le finestre dalla luce diretta del sole e ridurre così al minimo i guadagni di calore.

Notizia letta da Il Sole 24 Ore, Le Monde, Travelblog


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