Il Vetiver, (Vetiveria zizanioides) è una pianta perenne delle Poaceae nativa dell’ India, il suo nome deriva dalla lingua del Tamil, presente in tutti i continenti ed anche nel bacino del mediterraneo, fino a circa 2000 anni fa. Nasce come pianta di palude, ma resiste bene in ogni ambiente, deserto compreso, dove si applica per rendere stanziali le dune mobili. Il Vetiver può sviluppare fino a 1,5 m di altezza, gli steli sono alti e le foglie lunghe, sottili e piuttosto rigide, i fiori di colore porpora brunastra.
A differenza della maggior parte delle erbe sviluppa le proprie radici in verticale fino a 2-4 metri di profondità. Il Vetiver è stettamente relazionato con altre erbe aromatiche come la Citronella (Citratus di Cymbopogon, Nardus di Cymbopogon, C. winterianus) e Palmarosa (Martinii di Cymbopogon).
E’ una pianta della famiglia delle graminacee perenne e sterile, cioè non produce semi. E’ un buon foraggio verde, pascolabile per i ruminanti, particolarmente apprezzato dagli ovicaprini ed il fatto che non si propaghi da sola e che sia palatabile per gli animali la rende sicura per ogni ecosistema pur non essendo autoctona.
Sistemando queste piante in dense file, poste parallele alle curve di livello, si consolida il terreno quando questo è franoso, grazie ad un apparato radicale particolarmente profondo ed importante che lega i diversi strati del sottosuolo insieme, prevenendone lo scivolamento a valle. Con lo stesso sistema si previene il dissesto idrogeologico, infiltrando nel terreno le acque in eccesso ed evitando così che queste transitino contemporaneamente per una sola via di scarico, generando alluvioni e smottamenti del terreno. In campo agricolo questo sistema di barriere si utilizza per prevenire la perdita di suolo in pendii coltivati, anche scoscesi, creando così le condizioni per un naturale terrazzamento che nel tempo modifica il territorio.
E’ grande anche la capacità del Vetiver di prosperare in terreni dai più diversi valori di pH e terreni con elevati gradi di inquinamento, difatti si applica per mettere in sicurezza le discariche di rifiuti solidi urbani ed i cumuli di materiale di scarto delle lavorazioni minerarie.
Come per i terreni, è in grado di estrarre inquinamento dalle acque trattando scarichi fognari, reflui industriali e domestici, e dall’aria incorporando enormi quantità di anidride carbonica.
Il Vetiver viene utilizzato anche in profumeria e aromaterapia, contenuto nel 36% dei profumi occidentali (Lavania).
Purtroppo il potenziale di applicazione di questa pianta è ancora poco noto al pubblico italiano, sebbene in paesi quali la Cina e l’Australia essa venga estensivamente utilizzata da almeno un decennio per prevenire disastri, lottare contro erosione e desertificazioni, mali notoriamente auto inflitti dal nostro stile di vita e produrre ricchezza ambientale, biodiversità, sostenibilità.



per maggiori informazioni, in Sardegna esiste una coltivazione sperimentale ad opera di un ricercatore romano. Al momento l’area di studi verte sulla produzione di biomassa per termogenerazione di energia http://www.vetiversardegna.it. Esiste anche un blog di informazione che illustra la tecnica di coltivazione e rende disponibile informazione circa i metodi per ottenere i migliori risultati.www.diariodellacoltivazione.blogspot.com
Da: marco Forti su Giovedì 19 Aprile, 2007
alle 07:34
Grazie Marco per la segnalazione, complimenti per la passione e l’impegno che metti nel lavorare con questa pianta; mi permetto di inserire nuovamente i link funzionanti (quello da te segnalato per colpa del punto finale rimanda ad un gruppo di marketing e information technology…):
http://www.vetiversardegna.it
http://www.diariodellacoltivazione.blogspot.com
Da: eburum4 su Sabato 28 Aprile, 2007
alle 08:42