Dopo il Limpet e il WaveEnergy visti nel post precedente, vediamo ora altre due tecnologie per poter ricavare energia dalle onde marine. La prima brevettata dalla Ocean Power Technologies è sostanzialmente una boa non ancorata che sfrutta meccanicamente il movimento delle onde convertendolo in energia meccanica rotazionale che va ad alimentare un generatore. I dispositivi sono di dimensioni contenute, la boa che genera 40 kW misura approssimativamente 3,5 m di diametro vicino al superficie, lunga 15m e sporgente il livello del mare 3,5 metri. Tre progetti in costruzione o da costruire: Oahu (Hawaii), Atlantic City (New Jersey), Santona (Spagna). Qui di seguito alcune immagini della boa in questione:
L’ultimo progetto che andiamo a vedere è brevettato dalla Ocean Power Delivery di Edinburgo, che propone un sistema a boa chiamato Pelamis Wave Energy Converter: è una struttura semi sommersa, articolata, composata da sezioni cilindriche collegate da giunti provvisti di cardini. Il movimento indotto dalle onde di questi giunti è assistito da arieti idraulici che pompano olio ad alta pressione verso dei motori idraulici che azionano dei generatori. Il Pelamis ha un dispositivo di attracco al fondale che gli permette di rimanere in posizione e oscillare contemporaneamente alle onde; di solito viene ancorato a fondali di 50-60m a una distanza di 5-10km dalla costa. Con questa tecnologia si possono raggiungere i 750kW con tre moduli di 3,5m di diametro e lunghi complessivamente 120m.
Con questo modello è stata installata una centrale da 2,25MWa Peniche in Portogallo e verrà realizzata un’altra quest’anno in Scozia.







